Lun. Lug 15th, 2019

Alfred Zampa: ponti e giustizia

Un personaggio ormai entrato nella leggenda americana, figlio di Ortucchiesi partiti nel 1901 per gli Stati Uniti che, grazie alla sua intraprendenza e al suo coraggio, è riuscito a conquistare un posto di prestigio nella storia della California. Una storia davvero singolare quella di Al Zampa, d’un abruzzese tenace che ha aperto agli iron workers che costruivano ponti e grattacieli in America nuove frontiere per la sicurezza dei cantieri e nuove tutele sindacali.

Alfred Zampa, morto nel 2000, è uno dei tanti italiani che, anche a rischio della propria vita, ha sfidato le leggi della gravità per costruire ponti giganteschi in California, Texas ed Arizona. Un personaggio che è riuscito alfred_figlia riscattare il suo lavoro e l’orgoglio delle sue origini quando il Senato della California, nel 2003, ha dato il suo nome ad uno dei ponti più lunghi dello Stato, un ponte che lo stesso Alfred ha contribuito a costruire: il Memorial Alfred Zampa Bridge.

Nella foto, da sinistra: Dick Zampa (figlio di Alfred) con i figli Dick jr. e Donald, sullo sfondo l’Al Zampa Memorial Bridge.
Donald racconta la storia del nonno, scomparso nel 2000.
La California gli ha dedicato l’AlfredZampa Memorial Bridge. La famiglia continua a mantenerne vivo il ricordo. Nel mondo ci sono due ponti dedicati ad italiani: The Verrazano, a New York, e l’AlfredZampa Memorial Bridge, a Crockett, in California. Se Giovanni da Verrazzano non ha bisogno di presentazioni, a raccontare la storia di Alfred Zampa è il nipote, Donald.
“Nonno Al, come lo chiamano qui, e nonna Angelina D’Amico, erano Senza nome-3originari di Ortucchio, in provincia dell’Aquila. I loro genitori partirono per l’America agli inizi del ‘900. Mio nonno ha cominciato un’opera che non potevamo non raccogliere – si avverte un profondo orgoglio nelle parole di Il-figlio-di-Al-Zampa-Dick-con-i-suoi-figli-Dick-jr.-e-DonaldDonald – oggi seguitiamo a costruire ponti e soprattutto a difendere i diritti dei lavoratori grazie all’impegno nel sindacato.
Poi, il racconto sembra diventare un romanzo d’avventura.
Alfred Zampa nasce il 12 marzo 1905 a Selby, in California, poco distante da San Francisco, e la sua vita è subito “all’insegna del coraggio, dell’onestà, dell’altruismo e dell’entusiasmo”. Dopo il diploma sceglie un mestiere durissimo, e molto, molto rischioso, ad appena 20 anni è un iron worker, ed oggi è una vera leggenda. Dedicate a lui, alla sua vita, opere letterarie e teatrali, come The Ace, di Isabelle Maynard, Asso veniva infatti chiamato Al.
Alfred ha costruito ponti grandiosi in California, Arizona e Texas, poi all’inizio del 1930 è tornato nella baia di San Francisco.
Nel 1936, mentre trave su trave veniva su il Golden Gate, Alfred, per una banale scivolata, precipita nel vuoto, “un volo incredibile, fino a sfiorare la roccia. I compagni, attoniti, lo credono morto”, arrivato, forse, in quell’inferno o paradiso che per tutti appariva sempre più vicino, sia perché la costruzione sembrava sfiorare il cielo, sia perché consapevoli che ogni passo può essere fatale. “Ma nonno, come dicono degli abruzzesi, aveva la pelle dura, o forse, come racconta qualcuno, un angelo diventato nel frattempo suo amico, ha voluto regalargli qualche anno in più.

Alcuni mesi di ospedale, un lungo periodo di riabilitazione e Alfred torna sui ponti, “a metà strada tra il paradiso e l’inferno”. Così chiamò l’associazione che fondò per tutelare i diritti di tutta la categoria, e quando non si lavorava perché un iron worker aveva perso la vita, Alfred radunava tutti per discutere su come esigere elmetti e reti di sicurezza, “eppure credo che nonno non si sia mai reso conto dei pericoli che correva, neanche la caduta lo rese più cauto. Basti dire che ha lavorato fino a 65 anni, solo perché è andato in pensione”.

Chi era il padre di Alfred Zampa?

Il prof. Mario Frigioni, nell’articolo pubblicato in occasione della dedicazione della piazza ad Alfred Zampa, dice “Battezzato con nome di Amedeo”, e spiega che “Amedeo Zampa, figlio di Andrea, a sua volta figlio di Gaetano e Maria Tranquilla di Norcia, sarebbe in realtà il vero nome del leggendario Al Zampa. Così infatti – spiega – risulta dalla documentazione conservata nella parrocchia di Ortucchio, paese di nascita dell’operaio siderurgico. La data di battesimo, dagli atti, risulta essere quella del 20 luglio 1903. A quel tempo il giorno del battesimo, spesso, coincideva con quello di nascita. Dal registro ufficiale, dunque, Alfred Zampa sarebbe nato due anni prima di quanto invece è a conoscenza dell’opinione pubblica. Inoltre”, conclude l’allora Sindaco Frigioni “il vero nome del padre dovrebbe essere Andrea, non Emilio. A quel tempo era frequente l’abitudine di cambiare nome dopo il trasferimento in America”.
In realtà, da una ricerca dei dati storici correlati ai registri di Ellis Island, risulta che:
Gaetano Zampa, nato a Montelupone nel 1848 da Luigi e Fiordomo Lucia, sposa Irti Maria, che muore nel 1906. Rimasto solo, con i figli già emigrati in America, si risposa nel 1906 con Cornacchia Maddalena, quindi muore nel terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915.famiglia-300x263
I figli di Gaetano, nati tutti dall’unione con Irti Maria, furono:

1. Pacifico, nato il 1° aprile 1875. Nessuna notizia disponibile, probabilmente muore bambino;

2. Rocco Pacifico, nato il 27 agosto 1876, sposa Di Cristofaro Maria Giuseppa nel 1901, parte all’età di 25 anni con la nave Città di Torino, sbarcando a New York il 20 settembre 1901; dichiara di essere diretto a S. Francisco dallo zio Enzo Antonio;

3. Angelo, nato il 6 settembre 1880, parte all’età di 20 anni con la nave Aller, sbarcando a New York il 19 novembre 1902; dichiara di essere diretto a S. Francisco dal fratello Emilio;

4. Rosa Lucia, nata il 1° aprile 1883. Nessuna notizia disponibile;

5. Andrea, nato il 30 novembre 1884, sposa Chiarilli Maria Tranquilla, assiste alla nascita del figlio Amedeo e poi parte all’età di 19 anni con la nave Prinzess Irene, sbarcando a New York il 14 ottobre 1903; dichiara di essere diretto a S. Francisco dallo zio Irti Antonio;

6. Francesco Paolo, nato il 26 febbraio 1887. Nessuna notizia disponibile.
La Signora Zampio Maria Gun, ovvero Di Cristofaro Maria Giuseppa in quanto registrata nell’Archivio anagrafico di Ortucchio “sposata” Zampa Rocco Pacifico, parte con la nave Konig Albert e sbarca a New York il 18 maggio 1904; al personale del Centro Immigrazioni di Ellis Island, addetto alla registrazione, dichiara di essere diretta a S. Francisco in California, dal marito Zampa Emilio.

La Signora Chiarella Tranguilla, ovvero Chiarilli Maria Tranquilla, con il figlioletto Amedeo Zampa, parte con la nave Lombardia e sbarca a New York il 13 gennaio 1905; al personale del Centro Immigrazioni di Ellis Island, addetto alla registrazione, dichiara di essere diretta a S. Francisco in California, dal marito Zampa Andrea.
In conclusione, osservando la cronologia degli eventi riferiti ai parenti di Rocco Pacifico Zampa:
– il Signor Angelo Zampa sbarca a New York il 19 novembre 1902 e dichiara di essere diretto a S. Francisco da suo fratello Emilio, che non poteva essere Andrea perché ancora ad Ortucchio, ma Rocco Pacifico perché unico fratello Zampa già emigrato negli USA;
– il Signor Andrea Zampa sbarca a New York il 14 ottobre 1903, diretto a S. Francisco dallo zio Irti Antonio; viene raggiunto dalla moglie Chiarilli Maria Tranquilla e dal figlio Amedeo a gennaio del 1905;
– la Signora Zampio Maria Gun, sposata Rocco Pacifico nel 1901, sbarca a New York il 18 maggio 1904, senza figli, e dichiara di essere diretta a S. Francisco in California, dal marito Emilio Zampa:
Tenuto conto delle seguenti testimonianze e certificazioni:
– il Signor Donald dichiara che il nonno Alfred è nato a Selby il 12 marzo 1905, circa 10 mesi dopo l’arrivo ad Ellis Island della madre, Signora Zampio Maria Gun;
– il “1920 United States Federal Census” riporta che Emilio Zampa, di anni 42, nato nel 1878 (abt), vive nella città di Contra Costa in California con la moglie Maria Zampa,
– il “1930 United States Federal Census” riporta che Alfred Zampa, nato nel 1905 (abt), vive in San Joaquin, California con la moglie Angelina Zampa;
Possiamo affermare che Emilio, il padre di Alfred Zampa, è Rocco Pacifico e non Andrea.
Fonte: Mario D’Agostino

Al Zampa l’operaio di Ortucchio che costruiva ponti in USA
Il figlio di braccianti che lavoravano per il principe Torlonia Domenica entra nella storia americana

NEW YORK. Una vita leggendaria e l’entusiasmo per il suo lavoro l’hanno fatto diventare uno dei simboli americani dell’uomo comune che può farcela. Alfred Zampa, l’abruzzese di Ortucchio al quale Domenica sarà dedicato uno dei ponti a sospensione più grandi degli Stati Uniti, morì a 95 anni dopo una esistenza vissuta “a metà strada tra l’inferno e il paradiso”. Nacque a Selby, piccolo centro californiano a pochi passi dal ponte che oggi porta il suo nome e per 45 anni lavorò duramente ad alcune delle più importanti opere pubbliche americane.
Emilio Zampa e la moglie emigrarono dall’Abruzzo agli inizi del Novecento. Si stabilirono nella baia di San Francisco. Qui crebbero i quattro figli, due maschi e due femmine, il maggiore dei quali era Alfred, a tutti noto come Al.
La storia del primogenito Zampa è quella di un eroe di altri tempi: come molti figli di emigranti visse le difficoltà dell’integrazione e cercò il riscatto attraverso il sacrificio e il sudore della fronte.
famigliaNon ebbe mai la soddisfazione di vedere la terra che diede i natali ai suoi genitori, ma tornò in Italia con la fantasia attraverso i racconti di mamma e papà. La vita di Al è per molti una leggenda, una esistenza fatta di storie incredibili, tra cui una sembra esserlo più delle altre.
Era una fredda ed umida mattina dell’ottobre 1936 e Zampa lavorava sul ponteggio del famoso Golden Gate, a San Francisco. Una giornata come tante altre fin quando, scivolando sul ferro bagnato dei cavi, cadde nel vuoto, precipitando sulla roccia. Si salvò miracolosamente grazie alle reti di protezione.
Forse il padre, che lo voleva dissuadere dal fare quel lavoro così pericoloso, aveva ragione, ma il giovane Al se la cavò con quattro vertebre rotte e dopo il lungo ricovero al St. Luke’s Hospital, tornò a lavorare.
Al, che amava descrivere al figli la sua “favola d’oro” come il volo di un trapezista fortunato che cade nel vuoto ma viene salvato per miracolo, divenne un mito per quanti lo conobbero.
Amava molto stare in compagnia e per questo cercò la collaborazione dei suoi colleghi operai, che come lui vivevano un’esistenza sempre in bilico tra la vita e la morte, per fondare un’associazione chiamata “A metà strada tra il paradiso e l’inferno”, in ricordo della rocambolesca vicenda del Golden Gate.
«Mio padre mi ha insegnato l’amore per questo lavoro e l’orgoglio di essere un “Ironworker”», racconta il figlio Richard, «non è un lavoro che possono fare tutti, ci vuole molto coraggio».
Richard, con il fratello e i figli, ha seguito con orgoglio le orme del padre e ricorda: «Papà mi ripeteva sempre di trattare le persone con lo stesso rispetto che anch’io esigevo era un uomo umile, dedito al lavoro e con un gran cuore. Aveva insegnato a giocare a baseball a tutto il vicinato e dava una mano alle persone in difficoltà».
Il figlio di Alfred, diventato uno dei massimi esponenti del sindacato degli ironworkers, continua raccontando «ho ereditato da mio padre l0rgoglio per questo lavoro che condivido con mio fratello e con i miei figli. Siamo tutti operai siderurgici e molto spesso lavoriamo tutti insieme».
«non ha mai chiesto favori a nessuno e ha sempre combattuto per la sua indipendenza», dice con lo stesso orgoglio del padre il nipote Don, «voleva andare in Italia ma differenza dei fratelli, non è mai riuscito a realizzare questo desiderio. Io sono andato ad Ortucchio due anni fa, lì non abbiamo parenti (1) ma è stato comunque bellissimo vedere finalmente il luogo che per anni è stato l’oggetto dei racconti dei nonni».
L’Alfred Zampa Memorial Bridge è il primo grande ponte sospeso costruito negli USA. L’ultima volta che gli ingegneri americani si sono cimentati con una grande opera, analoga per ambizioni al ponte sullo stretto di Messina, è stato nel 1973 nella baia di Chesapeake in Maryland. Ma lo Zampa Bridge porta il concetto del ponte di Chesapeake un passo in avanti: ha una struttura particolarmente aerea e innovativa ed è, tra l’altro, a prova di terremoto, pregio non da poco per la sismica California. Il ponte, lungo oltre mezzo chilometro e costato oltre 500 milioni di dollari, attraversa con una sola campata sospesa gli stretti di Carquinez, lungo l’affollatissima autostrada 80 che collega San Francisco, Sacramento e Lake Tahoe.
Uno dei suoi punti di approdo è Vallejo, l’altro è il piccolo villaggio di Crockett, 3.300 abitanti, e la patria americana di Zampa, l’ironworker che per 45 anni lavorò sulle impalcature di tutti i più celebri ponti della California, del Texas e dell’Arizona.
Fonte: Maria Spigonardo
(1) l’amico Vito D’Amico, esibendo una foto d’epoca che riproduce una bella signora dell’inizio 1900, con forte orgoglio e un pizzico di amarezza, precisa: «dovete sapere che Angelina D’Amico, moglie di Alfred Zampa, era mia zia; lei era infatti la figlia D’Amico Orante, fratello di mio nonno D’Amico Giovanni, morto soldato durante la Grande Guerra».

ORTUCCHIO 1903 povertà e miseria

Al Zampa ha ereditato dai marsicani la determinazione di portare fino in fondo gli obiettivi prestabiliti. Pagina dopo pagina è stato scritto il libro di una famiglia arrivata in America da Ortucchio per cambiare il proprio destino.
All’età di 3 anni, infatti, Alfredo e la sua famiglia si trasferirono in California per cercare fortuna. Negli USA nascono due fratelli e due sorelle, lui era il più vecchio dei cinque, l’unico nato in Italia.
Dopo il diploma della High School ha lavorato per un breve periodo a una raffineria di zucchero e poi è diventato comproprietario di un piccolo mercato della carne in Crockett. Ma il percorso della vita del giovane ortucchiese era segnato. Un giorno un amico gli disse che c’era la possibilità di lavorare in una squadra per la costruzione del ponticello di Carquinez Bridge. Lui accettò. Il resto è storia nota.
Chi avrebbe mai immaginato che 75 anni più tardi il principale ponte degli Stati Uniti d’America sarebbe stato intitolato alla sua memoria? Di certo non suo padre Emilio che da buon marsicano, lavoratore agricolo, si aspettava per suo figlio un lavoro meno pericoloso.
Pare, infatti, che il padre abbia sempre cercato di dissuadere il figlio dall’intraprendere un simile lavoro. Ma lui ha tirato dritto ed è finito dentro la storia.
Fonte: Guida Pietro

Tutto ebbe inizio a Ortucchio,

un piccolo paese della Piana del Fucino. La popolazione a quel tempo veniva definita “forte” ma di cuore “tenero”. E così era anche il carattere di Alfredo Zampa, che proprio alla località agricola del Fucino deve i natali. Al Zampa, così veniva chiamato dagli amici e colleghi di lavoro dopo il suo arrivo in America, è nato nel 1903, come risulta dal certificato di battesimo accuratamente conservato nella Parrocchia del paese.
I genitori del piccolo Alfredo lavoravano nelle aziende del principe Torlonia come braccianti agricoli. Ortucchio nei primi anni del ’900 era un paese molto popoloso. Gli abitanti erano circa 3.000. lo stato di povertà era la normalità e la miseria imperava. Molte persone, in quel periodo, sceglievano di emigrare, di dare una svolta alla loro vita, di rischiare il tutto per tutto. E così fecero anche i genitori di Alfredo.
Fonte: Frigioni Mario

La classifica USA – Brooklyn Bridge è solo quinto

NEW YORK. Un ponte da Guinness per l’operaio abruzzese Alfred Zampa: è il più grande ponte a sospensione costruito in America nel secolo scorso ed uno dei più importanti degli Stati Uniti.
Così il ponte che da Domenica porterà il nome dell’operaio abruzzese “insidia” la fama di Verrazzano. L’Al Zampa bridge si attesta alla sesta posizione nella classifica generale dei grandi ponti americani. Mentre quello dedicato all’esploratore fiorentino, costruito nel 1964, è al secondo posto dopo il “Chesapeake Bay Bridge” nel Maryland.
Ma vediamo la speciale classifica americana dei grandi ponti, in ordine di lunghezza e con l’anno dell’inaugurazione:

1) Chesapeake Bay Bridge: 6400 metri, 1952 (raddoppiato nel 1973);

2) Verrazzano Narrows Bridge: 1298 metri, 1957;

3) Golden Gate: 1280 metri, 1937;

4) Makinac Bridge in Michigan: 1158 metri, 1957

5) Brooklyn Bridge: 1054 metri, 1883;

6) Alfred Zampa Bridge: 720 metri, 1936;

7) Oakland Bay Bridge: 704 metri, 1936;

8) Roebeling Cincinnati Suspension Bridge: 320 metri, 1866:

9) Wheeling Suspension Bridge, West Virginia: 307 metri, 1849.

In Italia, anche grazie a una nota gomma da masticare, il ponte americano per eccellenza è Brooklyn Bridge. Che era una delle Verrazano-Bridge-Dawnmeraviglie della grande Mela quando venne realizzato nel 1883. Ma che nel corso degli anni, anzi dei decenni, è stato relegato via via al quinto posto della classifica dei grandi ponti. Certamente non in quella della storia americana.

NEW YORK. Un ponte da Guinness per l’operaio abruzzese Alfred Zampa: è il più grande ponte a sospensione costruito in America nel secolo scorso ed uno dei più importanti degli Stati Uniti.

Così il ponte che da Domenica porterà il nome dell’operaio abruzzese “insidia” la fama di Verrazzano. L’Al Zampa bridge si attesta alla sesta posizione nella classifica generale dei grandi ponti americani. Mentre quello dedicato all’esploratore fiorentino, costruito nel 1964, è al secondo posto dopo il “Chesapeake Bay Bridge” nel Maryland.

Ma vediamo la speciale classifica americana dei grandi ponti, in ordine di lunghezza e con l’anno dell’inaugurazione:

Chesapeake Bay Bridge: 6400 metri, 1952 (raddoppiato nel 1973);
Verrazzano Narrows Bridge: 1298 metri, 1957;
Golden Gate: 1280 metri, 1937;
Makinac Bridge in Michigan: 1158 metri, 1957
Brooklyn Bridge: 1054 metri, 1883;
Alfred Zampa Bridge: 720 metri, 1936;
Oakland Bay Bridge: 704 metri, 1936;
Roebeling Cincinnati Suspension Bridge: 320 metri, 1866:
Wheeling Suspension Bridge, West Virginia: 307 metri, 1849.
Verrazano-Bridge-Dawn-300x225In Italia, anche grazie a una nota gomma da masticare, il ponte americano per eccellenza è Brooklyn Bridge. Che era una delle meraviglie della grande Mela quando venne realizzato nel 1883. Ma che nel corso degli anni, anzi dei decenni, è stato relegato via via al quinto posto della classifica dei grandi ponti. Certamente non in quella della storia americana.

Chiudiamo con il messaggio al portale degli italiani in Lussemburgo:

Sono di Ortucchio, vissuto in giro per l’Italia per lavoro e adesso in pensione. Per amore verso il mio paese, sto cercando tutti gli ortucchiesi emigrati in USA durante la grande migrazione; così ho conosciuto la storia dell’intera famiglia Zampa: da Gaetano, padre di tutti e morto nel terremoto del 1915, ad Al o Alfred, a cui Ortucchio ha dedicato la piazza davanti al Comune. Siamo tutti orgogliosi di sapere che un così eminente uomo sia legato ad Ortucchio. Un alto onore per noi tutti che vi ricordiamo con affetto e gratitudine. Grazie, Mario

Postato da Mario D’Agostino il 14-03-2013