Sulle orme del soldato Ugo Gigli

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Questo Componimento dedicato ad Ugo,
l’uomo che ha amato il suo Paese,
è stato elaborato sulla base
di una ricerca scientifica propria,
condotta su elementi documentali estratti
dall’Ufficio Storico del Ministero della Difesa,
dall’Archivio Centrale dello Stato,
dal Centro Documentale di Chieti,
dal Museo POW di Zonderwater (ZA),
dal Campo POW n. 72 “Ducks Cross Camp” (GB)
ed integrata da ricordi “flash” di nonno Ugo,
presentato in occasione della festa dei suoi 100 anni
alla Comunità ortucchiese, alle Autorità e agli ospiti presenti.

Elaborazione a cura del Col. Mario D’Agostino
Sala Conferenze vecchio asilo Ortucchio, 5 gennaio 2020


Carissimo Ugo,
Sono molto lieto di essere qui a condividere con te la gioia di questo importante momento,
Ma mentre saluto e ringrazio la tua gentile consorte, Sig. Assunta, i vostri Familiari, le Autorità presenti,
il Ten. Col. Francesco Maria Sabatini, Comandante del Btg Vicenza del 9° Rgt Alpini L’Aquila, venuto, in rappresentanza Dell’Esercito, a rendere omaggio ad un figlio prediletto della Patria, i gentili Ospiti e quanti sono venuti a testimoniarti il loro affetto,
Penso ai giovani in armi, combattenti di tutte le guerre, che con fierezza hanno calzato il basco o il cappello ed hanno portato le mostrine dei loro Reggimenti.
A Loro va il nostro deferente saluto e la nostra gratitudine.
A Loro i militari di oggi guardano con affetto, fede e certezza.
Oggi per noi non è un giorno come tanti, è un giorno speciale, un giorno di festa e di ringraziamento.
È un giorno di grande gioia collettiva per il Popolo di Ortucchio, che si stringe intorno ai tuoi familiari, per festeggiare questo grande traguardo.
Cento anni! Una meta che a ben pochi è concesso di raggiungere!
Caro Ugo,
se le candeline sulla torta ti sembrano molte, non le contare; qualche candelina in più non può far altro che illuminare meglio il tuo prossimo cammino.
Buon compleanno, Ugo.
In questo giorno interamente dedicato a te, circondato dall’affetto delle persone che ami, noi ti ringraziamo per tutto quanto hai fatto per te, per i tuoi familiari, per questa Comunità e per l’Italia.
Ti ringraziamo di averci regalato un evento così straordinario; non capita tutti i giorni festeggiare 100 anni di un ex Combattente! Non ricordo di aver partecipato mai ad una simile festa di così alto Valore Simbolico e Reale: Simbolico per ciò che ricorda;
Reale per ciò che non si potrà mai dimenticare, perché sempre vivo nel nostro cuore!
Credo che per tuti noi possa essere un momento veramente speciale, un’occasione per fermarsi a riflettere sulla realtà e le possibilità del presente, ripercorrendo la lunga storia della tua vita, fatta di impegno costante di un uomo, padre e soldato, per ritrovare nel passato le radici del futuro e rinnovarci, cercando nuove modalità di convivenza, mantenendoci fedeli alle proprie tradizioni.
Certo, cento anni sono un traguardo difficilissimo, perché sono il segno di un peregrinare lungo, intenso e faticoso, un cammino di chilometri e chilometri, percorsi con diversi mezzi, lungo il quale si incrociano da vicino tante realtà e persone, si vivono gioie e successi, ma anche difficoltà e ferite che segnano la vita di ciascuno.
Le celebrazioni di questo “Centenario” ci offrono la possibilità di fare Memoria della nostra storia, per conservare quello che amiamo e quello che ci fa tribolare, ciò che consideriamo importante e che desideriamo trasmettere al futuro.
In questa giornata stupenda, vogliamo raccontare la vita di Ugo, per omaggiare un uomo eccezionale e per ricordarla a noi stessi quale Valore Aggiunto che ci aiuti a riflettere: una Storia importante, una Risorsa concreta per la crescita di ciascuno di noi, che i figli e l’intera Comunità devono tutelare, preservare e saper donare ai loro discendenti.
Non possiamo rischiare di perdere questa Memoria! Ma dipende da noi, dal nostro impegno!
Noi siamo i custodi di noi stessi, del nostro Passato, dei nostri Valori e delle nostre Tradizioni.
Perciò, prima che tutti i reduci ci lascino, dobbiamo fissare il loro ricordo, in onore di Chi ancora c’è e di Chi non c’è più.
Durante la celebrazione della S. Messa di ringraziamento al Signore,
Il nostro Parroco ci ha parlato dell’uomo buono, umile, generoso e altruista.
Dopo di me, l’amico Mario Gigli traccerà il profilo personale di Ugo,
Evidenziando le sue elevate doti umane e civili, lo spiccato senso del dovere e spirito di sacrificio, il profondo amore per la famiglia, il suo attaccamento alla Patria e al lavoro.
Io vi porterò sulle Orme del Soldato Ugo, fortemente influenzato dalle vicende della guerra e della prigionia, che gli hanno procurato tormenti, ansie e angosce, portate sulla sua pelle per il resto della vita.
Vi racconterò la storia, gli eventi, gli umori, le sofferenze della guerra e della prigionia.
La racconterò anche a chi non conosceva e non avrebbe mai potuto conoscere Zonderwater, a chi stava fuori, lontano da quei reticolati.
Lo dico ai più giovani.
Essi devono sapere che sono esistiti uomini che hanno perso la vita in condizioni drammatiche.
Devono ricordare che i campi di concentramento non furono solo quelli di Auschwitz e Dachau; il nostro Ugo Gigli fu tra i 100.000 italiani prigionieri a Zonderwater, in Sudafrica, dove, insieme ad altri ortucchiesi, lasciò la giovinezza e respirò la morte. Lo dico, perché cresca in ciascuno di noi quel sentimento di rispetto e di amicizia, per chi ha sofferto per darci una speranza.
Devono ricordare che “le Memorie sono utili allo spirito e al presente, sia per evitare errori che per gettare uno sguardo di pace a quei fatti, e anche per smascherare pericolose e vane illusioni storiche a danno di larghe fette di umanità”.
Il filosofo Lucio Anneo Seneca diceva: “Nessuno ama la Patria perché è grande, ma perché è sua”.
Ugo ha amato tanto la Patria e l’ha difesa, anche da emigrante in Svizzera.
Ed eccoci finalmente pronti a ripercorrere l’Odissea di Ugo, un lungo viaggio attraverso 3 continenti, durato oltre 6 anni.
Un viaggio lungo e agitato, che ha bisogno della vostra pazienza per essere perlustrato.