La Normativa

Il Sindaco è eletto dai cittadini a suffragio universale e diretto secondo le disposizioni dettate dalla legge e sono membri dei rispettivi consigli.
2. Il sindaco nomina i componenti della giunta, tra cui un vicesindaco, e ne dà comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione.
3. Entro il termine fissato dallo statuto, il sindaco, sentita la giunta, presenta al consiglio le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.
4. Il sindaco può revocare uno o più assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio.

La Giunta

è nominata dal Sindaco e composta dagli Assessori. Il suo numero è fissato dallo Statuto del Comune entro il tetto massimo previsto dalla legge, ossia entro 1/3 dei componenti il Consiglio.
La Giunta è un organo collegiale che vota a maggioranza dei propri componenti. Essa è presieduta e convocata dal Sindaco, che ovviamente ne fa parte.
La Giunta collabora con il Sindaco e ha competenze residuali, cioè appartiene alla sua competenza l’adozione di tutti gli atti aventi natura politica che la legge non riserva espressamente alla competenza del Sindaco o del Consiglio o, nei comuni in cui sono presenti, degli organi di decentramento.
Gli Assessori hanno quindi un ruolo amministrativo diretto unicamente in quanto componenti la giunta. E’ prassi diffusa in pressoché tutti i Comuni che ai singoli assessori siano conferite deleghe per specifiche materie; in tali casi siamo dinanzi a deleghe di natura politica, essenzialmente come compito di sovrintendenza, stimolo e controllo su specifiche problematiche.
Nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti l’incarico di assessore non può sommarsi all’incarico di consigliere, per cui l’interessato deve esprimere un’opzione. Nei Comuni aventi popolazione inferiore a 15.000 abitanti gli statuti possono prevedere che vi siano assessori che non facciano parte del consiglio comunale.
I provvedimenti adottati dalla giunta sono chiamati deliberazioni. Essi devono essere accompagnati da due pareri, obbligatori ma non vincolanti, del responsabile della struttura amministrativa competente, sulla legittimità e regolarità tecnica e dal responsabile della ragioneria, sulla copertura finanziaria.

Il Consiglio Comunale

è eletto direttamente dai cittadini in concomitanza con l’elezione del Sindaco. E’ l’organo rappresentativo della volontà politica popolare. Ha funzioni amministrative unicamente nelle materie che sono ad esso rimesse dalla legge, tra cui segnaliamo: approvazione dello statuto e dei regolamenti; approvazione dei bilanci e dei conti consuntivi; adozione di tutti gli atti di programmazione, a partire dalla relazione revisionale e programmatica; adozione del Piano Regolatore Generale; convenzioni con altri Comuni; istituzione e disciplina degli organi di decentramento e partecipazione; gestione dei servizi pubblici; istituzione e ordinamento dei tributi; contrazione dei mutui; spese pluriennali; acquisti e alienazioni immobiliari.
Il Consiglio Comunale può votare, a maggioranza qualificata, una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco, il che determina automaticamente lo scioglimento del Consiglio, la nomina di un Commissario in sostituzione del Sindaco e l’avvio dell’indizione di nuove elezioni.
Il Consiglio è parimenti sciolto, e in tali casi decade anche il Sindaco, in caso di dimissioni contestuali e finalizzate della maggioranza dei consiglieri, per mancata approvazione del bilancio preventivo, per l’impossibilità di funzionare a seguito di dimissioni, per gravi e ripetute violazioni di legge, per gravi ragioni di ordine e sicurezza pubblica e per il sospetto di infiltrazioni mafiose.
Nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti in modo obbligatorio e nei Comuni aventi una popolazione inferiore in modo facoltativo, è prevista l’istituzione del Presidente del Consiglio Comunale. Egli ha funzioni di rappresentanza del Consiglio e, specificamente, il compito di convocarlo e di presiederne le riunioni.
La legge prevede un’ampia autonomia del consiglio nella propria organizzazione e nella gestione delle risorse allo stesso assegnate, autonomia che si può esercitare soprattutto attraverso l’adozione di uno o più regolamenti.
I provvedimenti adottati dal Consiglio Comunale sono chiamati deliberazioni. Essi devono essere accompagnati da due pareri, obbligatori ma non vincolanti, del responsabile della struttura amministrativa competente, sulla legittimità e regolarità tecnica e dal responsabile della ragioneria, sulla copertura finanziaria.