Il Regno d’Italia

Con l’unità d’Italia e con vari decreti reali della casa Savoia venivano istituite le nuove strutture amministrative ed i Decurionati divenivano Consigli Comunali, il Corpo Amministrativo (Sindaco, 1° e 2° eletto) diveniva la Giunta, mentre il Sindaco rimaneva tale. La nomina però restava sempre Regia e il popolo non aveva nessun ruolo nella cosa pubblica, nemmeno elettivo. La rivoluzione si rivelò una grande delusione.
Con l’avvento del Fascismo la legge n. 237 del 4 febbraio 1926 istituiva le figure del Podestà e la consulta Municipale per tutti i comuni fino a 5.000 abitanti. Il Podestà veniva sempre nominato con decreto reale ed esercitava le funzioni che la legge comunale n. 148 del 1915 conferiva al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio. Con successiva legge n. 957 del 2 giugno 1927 l’istituto di Podestà veniva esteso a tutti i comuni.
Con l’entrata degli Americani in Sicilia, a decorrere dal 22 luglio 1943 dopo alcuni giorni di amministrazione militare o commissariale, venivano nominati dei nuovi Sindaci da parte del Comando AMGOT e che rimasero in carica fino alla data delle prime elezioni comunali libere repubblicane nel 1946.