Età di morte e stagionalità

Per ciò che riguarda l’età di morte degli ungulati si nota in tutti i livelli la presenza di individui giovani, intorno all’anno di età. Questi sono associati ad individui adulti, soprattutto prime, mentre i senili sono assenti. Ciò potrebbe indicare una selezione da parte dell’uomo e quindi una certa efficienza nelle strategie di caccia. Tale selezione risulta più evidente se confrontata con quanto avviene nei giacimenti più antichi come Riparo Maurizio e Grotta Tronci dove sono state identificate anche prede delle classi di età più avanzate.
anatomiaI piccoli mammiferi (lepre, riccio e marmotta) mostrano delle percentuali di giovani e giovanissimi particolarmente elevate in tutti i livelli paleolitici, a differenza di altri siti della fine del Paleolitico superiore (ad es. Grotta Polesini, Grotta Romanelli, o le Arene Candide; ALHAIQUE, 1994, 1996; CASSOLI, TAGLIACOZZO, 1994; TAGLIACOZZO, FIORE, 1998), analogamente perà a quanto accade a Grotta Maritza e Grotta La Punta. E’ interessante notare come per la lepre, sebbene il campione analizzato comprenda al momento solo alcuni elementi scheletrici, la frequenza di ossa non fuse, relative ad individui di pochi mesi, raggiunga, in alcuni livelli, percentuali che superano il 70. Per il riccio oltre il 50% delle mandibole trovate presenta il quarto premolare in eruzione; esse corrispondono ad animali di circa 3-4 mesi, appena indipendenti dalla madre (REEVE, 1994).

Anche per quanto concerne l’avifauna, sono stati rinvenuti nei vari livelli resti di individui giovani, cosa piuttosto rara in campioni paleolitici. I reperti appartengono principalmente ad alcune specie di Galliformi, come starna e Tetrao tetrix (fagiano di monte), e ad alcuni anatidi. I dati sulla stagionalità, basati sull’età di morte degli ungulati, sembrano indicare una differenza tra gli strati superiori C e D, dove si ha testimonianza di catture avvenute fra la primavera e l’autunno, e quelli inferiori E, F e G in cui la stagione estiva non sembra essere rappresentata (Fig.4). Analoghe differenze tra livelli superiori e inferiori, seppure meno nette, sono state riscontrate anche a Grotta La Punta e Grotta Maritza. I dati sulle specie cacciate potrebbero anche indicare uno sfruttamento differenziato dei vari ungulati nei diversi periodi dell’anno.
Ad esempio il Cinghiale e Camoscio sembrano essere stati uccisi più frequentemente in inverno e in primavera. La maggior parte delle specie di uccelli identificate hanno comportamento migratorio, e la loro incidenza nel campione è alta, in quanto corrispondono al 31% dei resti totali.

Esse rientrano soprattutto negli ordini di Anseriformi, Podiciformi, Falconiformi, Passeriformi. Per gli Anseriformi, considerate le specie rinvenute e le loro esigenze ambientali, è possibile ipotizzare che frequentassero il Fucino nei periodi più miti dell’anno come luogo di nidificazione (ciò è comprovato anche dal ritrovamento di giovani). Unica eccezione è rappresentata dalla Branta bernicla (oca colombaccio), tipica abitatrice di aree nordiche, che avrebbe utilizzato il Fucino nel periodo invernale La presenza di tracce di fuoco su alcune ossa di Anseriformi sembra supportare l’ipotesi di uno sfruttamento da parte dell’uomo di queste specie concentrata in primavera-estate, periodo in cui gli ungulati sembrano essere cacciati meno intensamente.