Frequenza di parti anatomiche

Praticamente in tutti i livelli Paleolitici di Ortucchio gli ungulati sono rappresentati quasi esclusivamente da segmenti anatomici di basso valore nutritivo come le porzioni craniali e/o quelle distali delle zampe (falangi, metapodi, ecc.) ; tali elementi potrebbero rappresentare gli scarti di una macellazione primaria. La situazione a Grotta La Punta è molto simile, mentre a Grotta Maritza il pattern anatomico degli ungulati risulta essere più completo.  Per ciò che riguarda i piccoli mammiferi invece praticamente tutte le parti dello scheletro sono state identificate, segno che questi animali “entravano” interi nella grotta. L’analisi della distribuzione delle parti anatomiche degli uccelli, effettuata sui due ordini maggiormente rappresentati (Anseriformi e Galliformi), mette in evidenza due situazioni completamente diverse, che non possono essere considerate casuali: per i Galliformi, rappresentati nel grafico di figura 7 dalla specie più abbondante, la starna, i metacarpi e i metatarsi dominano il campione. Tale fatto viene generalmente interpretato come il prodotto dell’attività di carnivori e rapaci. Esattamente il contrario avviene per gli Anseriformi, per i quali la maggiore frequenza di coracoidi ed omeri, suggerisce un contributo umano all’accumulo di queste specie (MOURER-CHAUVIRÉ 1983, ERICSON, 1987).